La bambinaia francese di Bianca Pitzorno

Un romanzo storico ambientato a Parigi all’epoca di V.Hugo e del romanticismo. 

È la storia della piccola Sophie, una bimba della casta operaia molto modesta che in seguito alla morte del capofamiglia vide la situazione precipitare. Sophie desiderosa di alleviare il carico della madre prende coraggio ed effettua ella stessa la consegna di alcune camice che le erano state commissionate, nonostante il quartiere fosse lontano e il tempo poco clemente. 

Grazie a ciò Sophie conosce la Milady che deciderà di occuparsi di lei quando tutto sembrerà perduto.

La storia non termina qua, se volete spoiler andate a leggervelo :p 

Il racconto è delicato e scorrevole, a tratti didattico. Molte cose sono narrate attraverso il filtro dell’innocenza e della semplicità che contraddistingue i bambini.

Parte della storia viene raccontata in forma epistolare.

Ci sono inoltre dei misteri e dei retroscena da chiarire. 

Molto discussa è l’idea di cittadino e dell’educazione del fanciullo, della divisione sociale e di genere. Per queste ragioni trovo il romanzo didattico (ma non per questo meno piacevole) e i riferimenti a Jane Eire, Rossini, Jane Austen e molti altri li ho trovati azzeccati e a tratti ho persino pensato di dare una possibilità a Notredame de Paris (voglia che passa però subito dopo le prime tre pagine)…

La scrittura è piacevole e scorre senza fatica, i personaggi per bene sono descritti con una punta di vivacità e leggerezza, mentre la malvagità è qualcosa che si fa intendere, ma con poche parole, come se andasse celata e non fosse degna di essere indagata. 

Una lettura carina e pedagogica.

Pathfinder di Scott Orson Card

Una splendida avventura quella che racconta questo libro: un fantasy dall’ambientazione classica e medievaleggiante (se così si può dire…), con l’aggiunta di elementi fantascientifici che uniscono magia, taverne e intrighi di palazzo con progresso e viaggi nel tempo.

L’autore (già affermato ampiamente per la saga di Ender e altro) è stato veramente bravo ad unire il tutto senza creare un pastrocchio difficile da digerire. I protagonisti sono diversi è ben caratterizzati, impari a conoscerli e ti affezioni. Forse l’inizio appare un po’ lento ma poi finisci catturato dall’intreccio.

Io ho amato la storia nonostante non sia una fan accanita della fantascienza, ma devo ammettere che stavolta ho apprezzato, trovando la storia particolare e innovativa rispetto a quello che leggo solitamente.

La storia cresce e si evolve per gradi e aumenta anche la complessità della narrazione, più densa di particolari e ricca di intrighi.

La storia viene colta nelle sue diverse sfaccettature perché viene narrata secondo diversi punti di vista. I protagonisti sono tutti speciali a modo loro ma anche ingenui. Non sono eroi, ma pedine inconsapevoli di un gioco più grande.

È stata una piacevole lettura, Attendo il seguito.

 

 

Il Principe Prigioniero di C.S. Pacat

Trama: Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. 
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.

Per il giovane condottiero, a quel punto vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

Mi è piaciuto abbandonare l’ambientazione moderna per quella proposta in questo libro che vagamente ricorda le lontane corti  mediorientali, per lo più invischiate in lotte di potere e guerre dal veleno dolce-amaro. Adoro particolarmente quando nella trama vengono intessuti intrighi perché ogni frase e ogni piccola rivelazione può significare un importante indizio.

I personaggi sono ben caratterizzati, non si conosce tutto di loro perché da ciò che decidono di mostrare dipende la loro stessa vita, cosa che Damen imparerà subito a sue spese. Il punto forte di Damen è la sua parte eroica e indomita così in contrasto con la sua condizione di schiavo, è un po’ una testa calda che spesso agisce troppo istintivamente. Lauren, d’altro canto, è un essere machiavellico che cerca di districarsi in una guerra fredda e familiare benché si trovi a manovrare i suoi fili da una posizione scomoda.

La sfera sessuale che contorna i racconti non è volgare ne ridondante, per alcuni è uno strumento con cui trarre potere o protezione, per altri può assumere diversi e disparati connotati. Questo lato, per quanto quasi onnipresente, tocca poco i nostri due principali protagonisti che in realtà risultano distaccati da quel particolare contesto.

In altre parole non si parla nemmeno troppo di sentimenti, se non di rabbia e impotenza.

Come storia mi è piaciuta, però è una di quelle serie che andrebbero lette in successione perché terminano proprio nel meglio dell’azione…

High & Dry Primo Amore di Banana Yoshimoto

Dopo aver letto quella serie Dark Romance di Amélie ho sentito la necessità di riequilibrare il mio stato interiore leggendo qualcosa di dolce; a quel punto mi sono ricordata che da poco avevo comprato questo libro ma che tra una cosa e l’altra l’avevo scordato…

Banana Yoshimoto è una certezza: non trasmette pensieri intonsi e complicati, riesce ad arrivarti  attraverso brevi racconti senza per forza trascinarti in una serie di eventi memorabili. Sono per lo più racconti di quotidianità, quasi sempre immersi nel presente e velati da un vago sentore ultraterreno.

Apprezzo sempre i suoi libri anche se non li condivido mai interamente.

Questo in particolare è la storia del primo amore di Yuko, una ragazza pressapoco quindicenne che si infatua del suo insegnante di disegno Kyu. L’amore nasce per caso, quando entrambi scoprono di percepire il mondo secondo una loro logica. Per via della differenza di età il rapporto si definisce come una relazione totalmente priva di manifestazioni fisiche, dove entrambi imparano a vicenda l’uno dall’altro. Ma non c’è solo questo, Yuko e Kiu crescono insieme e i loro cambiamenti si ripercuotono nella loro vita privata, nelle relazioni con la famiglia e gli amici.

Ho sempre amato la dolce visione del mondo dei giapponesi, così legata all’aspetto spirituale da farti credere di non poter mai essere realmente sola anche quando lo sei. MI piace anche il rispetto dei più piccoli riti perché mi piace vedere che scorgono anche in quell’attimo più insignificante un suo valore. Ciò che invece trovo discordante con la nostra natura, e la mia in particolare, è il fatalismo che ho colto nei suoi libri. I protagonisti non sono mai totalmente padroni del loro destino, ma accettano quello che gli si prospetta. A volte ho la sensazione che siano ingabbiati nei loro stessi pensieri per vivere la vita sino in fondo. Ciò è confermato anche dai finali aperti e da quell’incompletezza che avverto sempre.

Nonostante ciò  traspare una dolcezza più unica che rara, inoltre penso che per quanto io mi affanni a vivere e a provare tutto ciò che questo mondo ha da offrirmi, i personaggi creati dalla penna di B.Y. risultano essere i veri padroni del mondo, come se noi fossimo in perenne ricerca di qualcosa mentre loro si sforzano di comprendere ciò che hanno dinnanzi agli occhi.

Mi piace confrontare la mia visione del mondo con altre, penso che mi arricchisca in modo unico e mi faccia crescere, perciò, se vi va, leggete qualcosa di questa autrice.

STALKED, TAKEN e SAVED di Amélie

Questa cosa fa paura.

Partiamo dal principio: è una serie dark romance.

Quando ho pensato di leggere questa serie ( di cui ne deve uscire un quarto), pensavo di distrarmi con qualcosa romance e un paio di sculaccioni, in verità ho realizzato che la mia concezione di dark è ancora tutta pucciosa e piena di panda e arcobaleni… dopo il primo libro ho guardato male qualsiasi ragazzo che mi trovavo davanti.

Come avete intuito dal titolo “stalked”, il nostro protagonista maschile, che altro non è che il ricchissimo, nonché fantasmagorico, Adrian Hamilton, diviene lo stalker di Luana Davies, una cameriera dagli occhi viola(con probabile sangue targaryen nelle vene…).

Ora tralasciamo che già solo la vista di cotanta bellezza genera nel nostro adone un’ossessione e una possessività tale che pensi “ascolta scansati”. Ma è proprio questo quello che devi pensare leggendo. La presenza di Adrian è snervante e ansiolitica. Il neo risiede che è poco probabile che un riccone figo diventi pazzo per una tipa, per quanto bellissima… soprattutto se con due semplici moine le avrebbe tolto le mutandine molto, ma mooooltoooo prima.

Ma pazienza, andiamo avanti.

Siccome lui, per quanto figo (cosa ricordata ogni due secondi), mette ansia e paura, Luana gli dice senza troppi giri di parole che non la dà. Naturalmente Adrian è una persona molto ragionevole, più che disposto ad aspettare fintanto che le sue azioni malvagie inducano un crollo psicologico a Luana, così che ella, alla fine, possa capire che a dispetto di quello che sembra volere lei, alla fine si concederà. Ma questo lo immaginiamo tutti.

Ora la cosa incredibile che il mito della verginità deve esserci a prescindere in questi libri, anche quando poco credibile. Una figona bionda, con gli occhi viola e un lavoro da cameriera nei pressi di un quartiere universitario… chi cazzo ci crede che sei vergine?!

Ma lei lo è, si è preservata per poi finire con un pirla violento, che non solo fa quello che deve fare, la rapisce e la rende più miserabile del cane abbandonato al canile…

Di fatto la cosa che apprezzo è che non amo i protagonisti, anzi li odio: rappresentano tutto ciò che non vorrei mai non solo per me stessa, ne per una futura relazione, che sia amore o semplice amicizia.

La trama di fondo è molto inconsistente e improbabile, e i personaggi secondari sono profondi quanto un foglio di carta.

Non saprei se raccomandarlo, credo che come genere non faccia proprio per me, non provo piacere a leggere di costrizione e violenza, soprattutto se i rapporti sono ricondotti a meri bisogni o mercificati… lo trovo svilente, un racconto dovrebbe donare qualcosa, qua invece non so bene se potrei trarne qualcosa di positivo. Però devo dare atto che il messaggio di tensione e di malessere mi è giunto forte e chiaro.

Pathfinder di Scott Orson Card

Questo libro ci regala l’inizio di una splendida avventura, è un fantasy con ambientazione medievale arricchito da elementi fantascientifici. Un racconto che fonde magia, progresso e viaggi nel tempo senza però cadere dentro una trama melmosa e improvvisata.

All’inizio la storia prosegue lenta per poi rapirti completamente. I personaggi sono ben caratterizzati e impari a conoscerli attraverso i vari punti di vista della narrazione. Vengono proposte alternativamente due filoni diversi di narrazione apparentemente molto diversi ma in realtà uniti.

La storia evolve moltissimo insieme ai protagonisti, il lettore viene caricato infatti di nuove nozioni e la trama si inteccia collegando le vecchie informazioni alle nuove.

L’ autore è molto conosciuto così come i suoi altri romanzi e perciò mi è sembrato giusto dargli una opportunità nonostante non sia molto avezza al fantascientifico, o per lo meno, non mi piacciono le ambientazioni monotematiche nello spazio stellare… Ma non è questo il caso… E poi io sono tutta particolare, deve nascere colui che mi farà contenta…

Comunque è stata una lettura molto piacevole e soddisfacente… Attendo i prossimi

Carry On di Rainbow Rowell

Questa è stata la lettura più combattuta degli ultimi tempi, era da moltissimo tempo che non cambiavo opinione su una storia proprio mentre la leggevo ed è un’esperienza che ogni tanto fa proprio piacere provare.

Ho iniziato questo libro perché lo vedevo ovunque: video-recensioni, recensioni, interviste, scaffale del supermercato… insomma il diavolo me lo sussurrava la notte per disturbarmi il sonno. Così alla fine mi sono detta che se lo hanno letto tutti, ma proprio tutti forse avrei potuto fare lo sforzo de leggerlo pure io.

Il mio problema è che se mi suggeriscono di leggere un libro le probabilità che questo mi faccia cagare aumentano, io infatti sono superiore, vado oltre i gusti della massa… e poi leggo harmony sotto l’ombrellone… si faccio più schifo della merda…

Comunque ho iniziato Carry On e già ho pensato “noooo, ma daiiiii…” il testo è narrato attraverso più punti di vista, ovvero non parla solo il protagonista, ma anche tutti gli altri…” io di solito odio questa cosa, a seconda di quello che leggo se reputo un personaggio poco importante salto il capitolo (naturalmente con “il trono di spade” viene male fare una cosa del genere…).

Perciò immaginate il mio stato durante la lettura delle prime pagine: “ma va… il protagonista è orfano, che lagna” e poi “ma si lamenta sempre” e ancora “perché ha una lista delle liste di cose da fare??” Insomma, ogni virgola demolivo un lavoro che sinceramente non si meritava tanto astio da parte mia, anche perché se all’inizio ti introduce un po’ lentamente nel vivo della storia ma solo perché ti fornisce gli indizi per comprendere tutto quello che succede dopo.

Per quanto riguarda l’argomento dico solo quello che sapevo io: parla di un ragazzo, un arcimago molto potente ma totalmente incapace, una sfigato sia con la magia che con le relazioni sociali. Ah frequentano una scuola.

Se all’inizio leggevo svogliatamente, ad un certo punto mi ha intrigato così tanto che in due giorni ho fatto fuori pure i ringraziamenti.

Per prima cosa, anche se per tutto il libro ti menano con la questione della profezia e del prescelto, il protagonista è tutto fuorché un plausibile eroe (è amico di una caprara, per dirne una…).

Secondo ci sono dei misteri da risolvere  e la lettura fornisce tutti gli indizi affinché tu possa ragionarci insieme a loro (che poi io ho lo stesso acume di un cactus è un’altra storia).

e infine è dannatamente moderno, sia la scrittura che la storia… ho addirittura pensato ” se il giovane Holden fosse un mago”… certo Salinger si starà rivoltando nella tomba ma pazienza…

Comunque è figo… consigliato!

 

Le streghe di Lenzavacche di Simona Lo Iacono

Sono partita per la tangente, leggo leggo e ancora leggo. Forse perché so che dovrò invece mettermi a studiare e desidero perciò immagazzinare nella mia mente tutte le storie possibili…

Questo libro è stupendo, con tanta realtà quanta immaginazione: una storia dove la magia esiste, creata dalla mente gretta degli uomini che ne danno fattezze oscure e misteriose.

Questa è la storia di donne che hanno rifiutato una vita di faccende e oscurantismo mentale, che hanno anche solo osato guardare il mondo così come lo dipingevano i libri sopportando i dolori e le privazioni di chi invece è deciso a vivere la propria vita così come è stata predisposta.

Sono donne che hanno vissuto troppo precocemente, quando la vita non era pronta per loro… Siamo in un mondo è in un tempo dove il male e il peccato si celavano dietro manomazioni e malattie.

ma non siamo forse disonorati e tentatori, senza pace, forcuti come tante maligne presenze dell’oltremondo? A guardarci gli uni con gli altri in una notte qualsiasi, le nostre ombre proietterebbero gobbe sul dorso, indecenze e malattie, code acuminate e speroni sulla zucca. Alla fine ci somigliamo tutti.”

La scrittura è dolce e tenera, mai irriverente, a tratti comprensiva e densa di pietà, rassegnata a volte.

Il racconto non è lineare, a volte racconta, a volte ricorda altre volte recita lettere.

È una storia breve,  si legge sotto il sole, ma lascia molto.

Stupendo.

La sorella segreta di Tracy Buchnan

trama: Willow è rimasta orfana a soli sette anni e da allora ha sempre vissuto con sua zia Hope, una donna molto riservata. I ricordi della sua infanzia, prima della tragica scomparsa dei genitori, sono solari e pieni di gioia. Non sa però cosa sia veramente successo a sua madre tanti anni prima, perché la zia non ne ha mai voluto parlare. Questa cortina di mistero crolla quando Willow riceve un misterioso invito per una mostra fotografica: quello che vede la mette di fronte a un segreto rimasto sepolto per molto tempo e la costringe a dubitare di tutto quello che pensava di sapere su sua madre e anche su sua zia. In che modo quell’enigmatico fotografo è collegato ai genitori di Willow? E perché Hope non le ha mai raccontato tutta la verità? La vita di Willow non può andare avanti senza risposte. Ma di chi si può veramente fidare?

Recensione: finalmente sono riuscita a dedicarmi a qualcosa di diverso dagli harmony fantasy per vertere verso una storia carica di mistero e suspance.

Questa è una storia di vita dove il passato si ripercuote imperturbabile nel presente impedendo ai vari protagonisti di proseguire serenamente le loro vite. Tutto ruota intorno ad un tragico incidente, dove tutti più o meno direttamente sono coinvolti. La cosa che più ho amato di questo libri è che sono tutti veri, non ci sono buoni o cattivi ma persone che ha volte fanno scelte giuste e altre sbagliate, non ci sono eroi ma solo tu e le tue scelte con le sue conseguenze.

La storia ti lascia qualcosa dentro, un velo di tristezza difficile da dissipare.

In questo libro le gioie vengono macchiate subito, gli attimi felici nascondono tutte delle ombre, come l’animo umano. Una storia semplice, anche piuttosto prevedibile ma anche molto umana.

Stupende le descrizioni in generale, sono riuscita a immaginare tutto e tutti, anche se credo sia troppo melanconico.

Stra-consigliato!!

Serie Wicked vol. 1 e 2 di Jennifer L. Armentrout

Ok lo capisco, anche io mi sono rotta le scatole e ho fatto indigestione di questi libri, ma ormai li avevo e mi sono detta che era meglio toglierseli da davanti…

In questa serie si parla di Fae, ovvero esseri magici che provengono da un mondo parallelo conosciuto anche come “corte d’inverno” e “corte dell’estate”, che dopo aver distrutto il loro mondo, hanno pensato bene di fare razzia anche sulla terra, decidendo di cibarsi dell’essenza degli umani come se fossero un capo di bestiame a loro disposizione.

Naturalmente un gruppo scelto di umani, addestrati fin dalla tenera età, cerca invece di impedirlo, tra cui Ivy Morgan.

Ivy lavora per “l’Ordine” e quanto pare non è il lavoro del secolo, l’unico fattore positivo e che non ti devi arrovellare per trovare lavoro, il tuo posto è già segnato senza possibilità di licenziamento, a meno che non si preveda di uscire in una bara…

Uccidere fae non è semplice, e spesso si muore giovani, ma la nostra Ivy è brava e cazzuta e finisce nei guai già fin dalle prime pagine del libro…

Ma sappiamo che il lavoro non è solo sudore e fatica, ma spesso assume i connotati del miglior sito di incontri, proponendo adoni greci single, interessati ad avere relazioni romantiche con la nostra protagonista: entra in gioco Ren!

Ren è il più cazzuto di tutti, ricci biondi a parte, fa parte dell’elites ( una sorta di “servizi segreti militari”) e deve far fuori i “cattivi più cattivi”, che guarda caso se la prendono con Ivy…

Insomma nasce la storia d’amore, dobbiamo sorbirci Ivy che si lamenta del suo aspetto atletico e della sua ricciuta chioma rosso fuoco, un paio di riflessioni sui promettenti addominali di Ren etc etc… sappiamo come funziona… e tra una cosa e l’altra un po’ di action… e vabbé…

Iniziamo con il dire che ci sono moltissime lacune nel racconto, se io non avessi già letto dei Fae in altri romanzi non saprei minimamente cosa sia una corte dell’estate e dell’inverno, ne avrei ben capito le dinamiche che hanno portato alla distruzione del loro mondo.

Secondo, i protagonisti boni amano la protagonista, tutti gli altri sono maschilisti trogloditi usciti dalla prima caverna di testosteronestreet … Una via di mezzo?

terzo, non ho accennato alla questione spinosa in cui si cacciano i protagonisti per non fare spoiler, ma ritengo una forzatura far ruotare un intero complotto sull’atto di evitare di lasciarsi “ingravidare”… e già ingravidare, o inseminare se come termine pare più fine e leggiadro… Perché??????

quarto, i guai non li cerca lei, ma vanno dritti a casa sua… Non è necessario investigare, creare un po’ di pathos, mistero, basta lagnarsi e dire che non capisce che si presenta alla porta di casa il principe dei fae e ti ricapitola la questione. Ma almeno Ivy ci finisce in mezzo perchè è scema, ma Ren??? L’uomo cazzuto della situazione relegato a tappezzeria, già non mi piacciono i riccioli biondi, se me lo dipingi moscio mi stempera l’entusiasmo…

Comunque, tralasciando tutto, non mi aspettavo granché, soprattutto dopo la recente delusione e anche perché tutte le serie coi Fae non le ho mai particolarmente apprezzate. Mi piacciono le battute spiritose, il sarcasmo ma è tutto molto sgonfiato dal contesto inconsistente… insomma si poteva fare di più, ma pazienza..